Le basi della fiscalità d’impresa in Francia

Cosa devono sapere gli imprenditori.

In Francia, il sistema fiscale applicabile alle imprese è al tempo stesso strutturato e complesso. Per gli imprenditori che desiderano stabilirvisi, comprendere le principali regole in materia è quindi essenziale: non solo per garantire la conformità dell’impresa e rispettare gli obblighi di legge, ma anche per anticipare gli adempimenti dichiarativi. Ecco quindi le basi da conoscere. 

La fiscalità diretta

In Francia, le imprese sono tassate sugli utili che realizzano, soggetti all’ imposta sul reddito (IR) oppure all’ imposta sulle società (IS): 

  • L’IR si applica alle imprese individuali (EI, micro-imprenditori), alle EURL (con un socio persona fisica) e alle società di persone (SNC, società civili). La sua aliquota dipende dal reddito complessivo del nucleo familiare fiscale. Le aliquote dell’IR possono essere consultate qui.
  • L’IS si applica alle società di capitali (SARL, SAS, SA, ecc.). È inoltre accessibile per opzione ad alcune imprese soggette all’IR. L’IS è un’imposta annuale sull’insieme degli utili realizzati in Francia. Si caratterizza per l’applicazione di un’aliquota fissa. L’aliquota ordinaria dell’IS è del 25% per tutte le imprese, per gli esercizi aperti a partire dal 1° gennaio 2022. 

Da notare che esiste un’ aliquota ridotta del 15%, riservata alle PMI sui primi 42.500 € di utile se soddisfano le seguenti condizioni: 

  • Un fatturato inferiore a 10 milioni di euro,
  • Un capitale interamente versato e detenuto per almeno il 75% da persone fisiche.  

La fiscalità indiretta

In Francia, un’impresa non paga solo imposte sui propri utili. Deve anche gestire le imposte indirette. Ecco le principali informazioni da conoscere:

  • L’IVA: un’imposta indiretta imprescindibile

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un’imposta indiretta riscossa dalle imprese per conto dello Stato. Le imprese addebitano l’IVA ai propri clienti e la versano poi all’amministrazione fiscale, al netto dell’IVA pagata sui propri acquisti. 

L’aliquota ordinaria dell’IVA è fissata al 20% ; esistono aliquote ridotte del 10% o del 5,5% a seconda dei beni o servizi. 

Esistono tre regimi IVA:

  • La franchigia di base IVA : si tratta di un’esenzione dall’IVA, a condizione di non superare determinate soglie di fatturato. Queste soglie variano in base all’attività esercitata (vedi qui). 
  • Il regime reale semplificato : il regime semplificato consente di alleggerire gli adempimenti dichiarativi, con una sola dichiarazione all’anno. Si applica di diritto alle imprese il cui fatturato annuo al netto delle imposte è compreso tra 85 000 € oppure all’ 840 000 € per le operazioni di vendita di merci e di fornitura di alloggio, tra 37 500 € oppure all’ 254 000 € per le prestazioni di servizi, e il cui importo annuo di IVA è inferiore a 15.000 €.
  • Il regime reale normale: con questo regime, l’IVA riscossa deve essere dichiarata ogni mese. Si applica alle imprese il cui fatturato annuo al netto delle imposte è superiore a 840 000 € per le operazioni di vendita di merci e di fornitura di alloggio, e 254 000 € per le prestazioni di servizi. 

Le imposte locali

Il contributo economico territoriale (CET)

Il contributo economico territoriale (CET) è un’imposta composta dalla contributo fondiario delle imprese (CFE) e dalla contributo sul valore aggiunto delle imprese (CVAE). Il primo è dovuto dalle società e dagli imprenditori individuali, compresi i micro-imprenditori, anche quelli che esercitano la propria attività presso il domicilio. 

Il secondo è dovuto da qualsiasi impresa che realizzi più di 500.000 € di fatturato annuo al netto delle imposte, ad eccezione del primo anno di costituzione dell’impresa. La dichiarazione si effettua in modalità telematica sull’account fiscale online dell’impresa, entro il 2° giorno lavorativo successivo al 1° maggio dell’anno seguente a quello per il quale il contributo è dovuto. Da notare: la fine della CVAE è prevista per il 2030. 

Le altre imposte

A seconda della natura o del fatturato dell’impresa, possono aggiungersi altre imposte: 

  • La tassa sull’utilizzo dei veicoli da turismo, per le imprese che possiedono o utilizzano veicoli,
  • La tassa di apprendistato, per le imprese soggette all’imposta sul reddito (IR) a titolo di utili industriali e commerciali (BIC) o all’imposta sulle società (IS), 
  • Il contributo alla formazione professionale (CFP), riscosso dall’Urssaf tramite la dichiarazione sociale nominativa (DSN), per tutte le imprese.

La contabilità e gli obblighi dichiarativi

Ogni impresa deve tenere una contabilità regolare e conforme. La natura degli obblighi da rispettare varia in base alle sue dimensioni, alla sua forma giuridica e al suo regime fiscale. 

In generale, le società commerciali sono tenute ai seguenti obblighi: 

  • Tenuta dei libri contabili: le società commerciali devono tenere una contabilità (libro giornale, libro mastro, bilancio, conto economico). Tuttavia, quando sono soggette a un regime fiscale reale semplificato, possono tenere una contabilità semplificata. Quanto alle micro-imprese, non hanno alcun obbligo di redigere i conti annuali né di tenere libri contabili: è sufficiente un libro giornale che riporti in dettaglio gli incassi.
  • Dichiarazioni fiscali: le imprese devono dichiarare i propri utili ed effettuare le dichiarazioni IVA, secondo un calendario che varia in base alla loro natura e al loro regime fiscale.
  • Dichiarazioni sociali: infine, le imprese che impiegano dipendenti devono effettuare ogni mese la DSN (Dichiarazione Sociale Nominativa) e versare i contributi Urssaf (malattia, maternità, infortuni sul lavoro, disoccupazione, ecc.).

Cosa ricordare 

  • Esistono due tipi di tassazione degli utili: l’imposta sul reddito e l’imposta sulle società. La prima segue aliquote progressive, mentre la seconda ha un’aliquota del 25% indipendentemente dal fatturato realizzato. Il regime fiscale applicabile dipende dalla forma giuridica dell’impresa. 
  • Esiste una fiscalità indiretta, che si presenta sotto forma di un’imposta chiamata IVA. Questa imposta è riscossa dalle imprese per conto dello Stato. La sua aliquota ordinaria è del 20%. In Francia esistono tre regimi IVA.
  • Le imprese devono inoltre pagare imposte locali, come il CET o la tassa di apprendistato.

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